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Massime di Don Mariano Arciero

  • Bisogna nutrire nel proprio cuore un impegno di salvarsi l'anima; un odio contro al maledetto peccato mortale, e veniale: un timore, d'offendere il Signore Dio: un amore, verso il Sommo Bene.
 
  • Il peccato mortale è un vero male, sommo male, eterno male, fuor di cui propriamente non c'è altro male: perché ogni altro male di pena è tratto dal divin amore.
 
  • Il peccato veniale ancora è il vero male, sommo, eterno male, fuor di cui propriamente non c'è altro male: perché il peccato veniale è vera offesa di un Dio d'infinita Maestà; e chi muore col peccato mortale, e veniale nell'inferno eternamente è castigato per l'uno, e l'altro: e Gesù Cristo nostro Signore sparse il suo sangue per il  peccato mortale, e veniale.

 

  • Il negozio dell'eterna salute è il sommo, ed ultimo per l'importanza: è il più pauroso per l'incertezza: è l'unico, perché irreparabile per la perdita.

 

  •  A rimediare alla rovina dell'anima, tutto si può, se si vuole, colle lacrime di vera penitenza. Con queste certamente si risuscita (l'anima).
  •  Si piange il corpo senza speranza di risuscitarlo. Non si piange l'anima, che col pianto risuscita.
  • Il chiodo ribattuto sia la fuga de' peccati veniali.
  • Quid prodest homini, si mundum universum lucretur; animae vero suae detrimentum patiatur? Questo ben capito fece gran Santi: ed Io dico di averlo capito, quando neppur mi ha fatto buon Cattolico?
  • Eternità. Immortalità. Iddio. Anima. Dannazione. Salute eterna. Morte, che non finisce di vivere. Vita, che non teme di morire. Questi nomi mi empiono il pensiero. Questi mi riempiono il cuore. Tutto il resto a niente vale.
  • Per cominciare bene si prenda la bilancia non già del mondo; ma quella di Dio.
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